Presentazione


L'Associazione opera nel campo della ricerca, recupero e valorizzazione della biodiversità animale e vegetale in grado di essere gestita a livello produttivo su entrambi i versanti del Monte Amiata.

Grazie all'incessante impegno di Niso Cini, all'entusiasmo di Ferdinando Ciani e alla sensibilità di una dozzina di appassionati si è riusciti a far decollare una progettualità che richiava di rimanere bloccata nel cuore di ognuno.

Costituitasi nel 2003 l'Associazione si è dotata di un importante Comitato Tecnico Scientifico presieduto dal professor Donato Matassino e coordinato dal professor Alessandro Giorgetti e dalla professoressa Concetta Vazzana.

Il recupero e la valorizzazione del patrimonio zootecnico ha portato negli anni passati all'importantisimo salvataggio del favoloso Asinello dell'Amiata ed alla valorizzazione della stessa Cinta senese.

Oggi l'Associazione genomamiata si applica ad un articolato lavoro di riproduzione del Suino di razza Macchiaiola nera maremmana e sulla riproposizione del Cavallo Maremmano tradizionale mentre un grande impegno sta richiedendo il censimento degli esemplari di ovini che si rifanno alle popolazioni di Pecora sopravissana e di Pecora dell'Amiata e delle Crete senesi un tempo ampiamente diffuse.

Nel settore vegetale sono state individuate nel solo versante grossetano oltre cento varietà e specie oggi purtroppo a rischio di ersione genetica, varietà di fruttiferi, tra cui risaltano il vitigno del Brunellone e i ciliegi Papale e Maggiolo insieme a tante pesche, susine, pere e mele dal sapore sublime. Tra le castagne emergono quasi trenta varietà che permettono di ripercorere la storia del intero territorio Amiatino.

Notevole importanza viene data inoltre agli ortaggi, ai cereali, alle piante aromatiche ed officinali, ai foraggi ed alle piante eduli spontanee, senza trascurare la cultura dei funghi mangerecci che sull'Amiata è ancora tutta da valorizzare.